La piccozza

By @anitram8/14/2018ita

Purtroppo, sono tornata e ho riacceso il cervello.

Se c'è una cosa che amo della montagna è che non ti fa pensare a niente: se sei in montagna puoi solo stare bene.
Amo i boschi, il silenzio, le rocce, la stanchezza dopo una lunga passeggiata, la pioggia all'improvviso, mangiare al freddo con addosso tutto quello che avevi nello zaino.

Ho iniziato ad amare la montagna da piccolissima, quando con la mia famiglia facevo escursioni sulle tracce dei percorsi della Grande Guerra. A scuola non l'avevo ancora studiata, ma era una cosa che pur nella sua tristezza mi affascinava tantissimo.
Insieme ai miei, andavo a fare lunghe camminate, ben attrezzata, in spalla il mio zainetto rosso e come bastone una minuscola piccozza, molto professionale. E per una precoce passione per la fotografia, mi facevo prestare la macchina fotografica da mio padre, che aveva una bellissima (e pesantissima) reflex a pellicola, talmente pesante che quando scattavo mi scivolava verso il basso. E così, come ricordo di quegli anni, ho tante foto dei miei scarponcini.

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Partecipo con queste foto al quotidiano contest fotografico promosso da @juliank, che il martedì è dedicato alle foto di paesaggi (urbani e naturali), in questo caso nella categoria di landscape photography.

Foto di mia proprietà, scattate con iPhone5 e rielaborate con Snapseed, Mextures e DistressedFX
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